ANDAMENTO DEL MERCATO IMMOBILIARE DEL IV TRIMESTRE 2024 E PREVISIONI 2025

Report sul trend del mercato

Il 2024 chiude con un mercato immobiliare a livello nazionale, in lievissimo calo.
Secondo gli ultimi dati ufficiali, si sono registrate circa 707.000 compravendite residenziali, con un calo del -0,4% rispetto al 2023, e sul fronte dei prezzi, sempre a livello nazionale, si è registrata una crescita media annua dell’1,5%.

 Vediamo le evoluzioni del IV trimestre del 2024

Le compravendite residenziali registrano un incremento rispetto allo stesso periodo del 2023 pari al 7,6% a livello nazionale.
Nelle 8 principali città si evidenziano, nelle compravendite, rialzi diffusi ad eccezione di Napoli.
Per quanto riguarda Bologna, l’aumento è di oltre l’8%, confermandosi tra le città con le migliori performance immobiliari.

Il mercato immobiliare della città metropolitana è in buona salute

Da un’analisi accurata emerge che a Bologna e nei comuni dell’hinterland, i quali attirano acquirenti con soluzioni meno costose, si è registrata una crescita media annua del 3,86%.
Attenzione sempre più rivolta verso immobili energeticamente efficienti, la crescente consapevolezza ambientale spinge infatti gli acquirenti a privilegiare abitazioni con classe energetica elevata.
A sostenere i valori immobiliari contribuisce sicuramente la scarsa offerta delle abitazioni.

La domanda supera l’offerta.

Transazioni effettuate con mutui: a Bologna la percentuale acquisti di abitazioni con mutuo ipotecario è circa del 50%, quella con agevolazione prima casa è circa del 74%. 

Uno sguardo alle quotazioni residenziali.

A Bologna il valore medio è di circa Euro 3.580,00 al mq.

I prezzi più elevati si riscontrano nella fascia Colli – Pedecollinare – Giardini Margherita – zona S. Stefano – Galvani con un valore medio che si attesta sui 3.900,00 Euro al mq. (punte sino a 5.000,00 Euro/Mq).

Centro storico, dove si riscontra un elevato numero di transazioni, valore medio 3.800,00 Euro/Mq (con punte di Euro 4.900,00 al Mq).
Le zone più interessanti per investimento, nelle quali emerge una evidente maggior richiesta, sono il Centro Storico e le zone limitrofe al Polo Ospedaliero S. Orsola – Malpighi.

Bologna si colloca tra le prime città a registrare un trend positivo del mercato.

Report della Provincia

Su tutta la Provincia non si sono registrati cambiamenti sostanziali.
Dalla zona di Imola a tutto l’Appennino Bolognese, dove abbiamo Comuni importanti anche a livello turistico, il report statistico ci evidenzia una curva tendenzialmente positiva con valori sostanzialmente stabili.

PREVISIONI 2025

Nel 2025 la fiducia dei potenziali acquirenti è alimentata dai segnali positivi provenienti dal mercato del Credito e dal prolungamento, sino al 2027, dei mutui garantiti dal Fondo Consap per i giovani.

I fattori importanti che potrebbero spingere le compravendite sono il rallentamento dei tassi degli interessi sui mutui – abbiamo avuto pochi giorni fa un nuovo taglio di 25 punti base da parte della BCE e l’opportunità di investire sugli affitti brevi, visto che il mercato delle locazioni viaggia a doppia velocità.

Si prevede una ripresa moderata con prezzi in leggera crescita, soprattutto per immobili signorili nuovi, in buono e in ottimo stato.
A Bologna si potrebbe avere un aumento del prezzo unitario medio che oscilla dal 2 al 3%.

La città delle Due Torri, grazie anche alla sua posizione strategica, a trasformazioni radicali che la proiettano nel futuro dell’alta tecnologia – in particolare il “DAMA – Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna” – alla sua cultura e storia, emerge come una delle città con maggiore potenziale di crescita nel mercato del 2025.
“La Casa si conferma, in assoluto, l’investimento più ricercato e sicuro a tutela dei risparmi delle famiglie italiane, pesantemente colpite dall’inflazione”.

 

Bologna 12 marzo 2025
Laura Clò
Responsabile Osservatorio Fiaip Bologna e Provincia

E IL MERCATO DELLE LOCAZIONI A BOLOGNA?

Prosegue il trend di aumenti che oramai da diversi anni caratterizza il mercato delle locazioni di Bologna città.
Aumenti più sensibili sui tagli medio-piccoli, ma comunque importanti anche sulle dimensioni più ampie.

La carenza di immobili (qui quantificata in un -3%) posti sul mercato comporta una tendenza alla stabilizzazione delle transazioni, con ovvia tendenza al ribasso, a canoni mediamente superiori (+8,7%), con previsione di un ulteriore aumento su basa annua in un +6% laddove non vengano attuati interventi sostanziali o strutturali in termini di agevolazioni fiscali per chi opti per la locazione tradizionale.

Come vediamo, partendo da una Base 100, nel giro di pochi anni le variazioni in aumento medie hanno portato i prezzi ad un aumento molto importante. Per riportare questo dato su un piano pratico, in sostanza se nel 2020 un canone medio si poteva attestare attorno ai 700,00 Euro, oggi sulla base del grafico precedente, ci possiamo attestare attorno ai 990,00 Euro mensili.

Quali sono i motivi che hanno portato a questa situazione che non esitiamo a definire “tensiva” di mercato?

In primo luogo, il mercato della locazione Bolognese, per molti anni, è stato calmierato dall’uso del canale Agevolato e da un Accordo territoriale che seguiva le logiche ed il mercato nelle sue variazioni, questo produceva un effetto calmiere sui prezzi di locazione.

La logica dice appunto che, se un locatore medio, a fronte di un incasso inferiore, ha un minor esborso in termini di imposte e tasse varie di pari entità o di entità simile, non ha alcun problema a seguire il canale che porta ad un canone di locazione inferiore. Purtroppo, gli ultimi due accordi territoriali siglati non hanno in alcun modo mantenuto il punto di equilibrio fra i due dati e, non volendo evidentemente rincorrere il mercato, questa differenza è ulteriormente aumentata anche a causa del maggior utilizzo del canale di libero mercato. Quindi molti immobili locati in passato a Canone “Concordato” sono quindi ricaduti sul libero mercato.

Altra considerazione è imposta dal fatto che la norma sulle locazioni oggi applicabile è totalmente anacronistica (Legge n. 431/98). Dall’entrata in vigore della norma sono passati oramai 27 anni ed in questi decenni tutto è cambiato, ci sono necessità ed esigenze nuove, c’è bisogno di flessibilità nei rapporti ed una norma che, al tempo, era per qualche verso una rivoluzione nei rapporti inquilino proprietario, è diventata un fardello per molte persone che si trovano a decidere come creare una rendita dal proprio immobile nel quale spesso è stato fatto un investimento importante e dove le certezze diventano inesistenti (morosità, rilascio per fine locazione, durata dei contratti). Ecco perché spesso, a parità di incasso effettivo, anzi in alcuni casi anche a fronte di incassi inferiori, la scelta ricade sulla cosiddetta “locazione breve” così tanto vituperata ma che dà meno incertezze e soprattutto consente una maggior certezza di poter rientrare in possesso del proprio bene in tempi mediamente accettabili.

Quindi, l’ultima considerazione è sulla locazione breve. È una delle possibilità che la legislazione odierna consente, la richiesta c’è, anche per il fatto che tanto si è fatto in termini di investimenti in questa direzione, escludendo le situazioni gestite in modo non proprio ortodosso (ma che sono nel caso rintracciabili dagli enti preposti). È inutile demonizzare una scelta prevista dalla normativa ed è anche un errore farlo, soprattutto da parte di chi ha contribuito fortemente a creare una domanda in tal senso.

Diventa indispensabile creare nuovi incentivi per ricreare un “salutare” equilibrio fra le varie possibilità di utilizzo delle abitazioni, anche per contrastare il fenomeno delle case vuote.

In Sostanza:

Per i sindacati di Categoria: Il canone concordato non funziona? Si torni al tavolo delle trattative per provare a renderlo più appetibile, ma sulla base di considerazioni basate sul mercato reale.

Per gli Enti preposti: trovare un modo per creare incentivi per chi decide di rientrare sul mercato tradizionale, incentivi in questo momento non strettamente legati all’utilizzo del “canone concordato” ma graduati in base alla scelta di tipologia contrattuale. Il costo degli incentivi si andrà certamente a compensare con le minori uscite future legate all’attuale tensione abitativa e produrrebbe certamente un maggior numero di immobili sul mercato tradizionale con la logica conseguenza di frenare i futuri prevedibili aumenti.

Ma, oltre a questo, è oggi indispensabile intervenire ed arrivare ad una riforma delle norme della locazione e soprattutto delle procedure di rilascio degli immobili, in modo da poter ricreare degli equilibri non solo a livello locale. Le tendenze analizzate sono molto evidenti in una città come Bologna, ma sono riscontrabili su tutto il territorio nazionale.

Stefano Rambaldi
Responsabile Locazioni Fiaip Emilia Romagna